Italia-Austria affidata ad Anthony Taylor, l’arbitro che ‘odiava’ gli arbitri

Anthony Taylor arbitro
Anthony Taylor, arbitro inglese (fonte foto GettyImages)

Anthony Taylor è l’arbitro inglese scelto per dirigere la sfida degli ottavi di Euro 2020 dell’Italia: i precedenti con gli Azzurri e alcune curiosità.

Sarà un fischietto inglese a dirigere a Wembley gli ottavi di finale dell’Italia contro l’Austria a Euro 2020. Si tratta di Anthony Taylor, un esperto fischietto britannico che ha già incrociato tre volte gli Azzurri, con risultati alterni. Arbitro di Manchester, 42 anni, Taylor ha già diretto due gare di questi Europei, la drammaticamente storica Danimarca-Finlandia e Portogallo-Germania, mostrando di essere in buona forma. Di recente ha però fatto discutere in Europa, ad esempio nel corso dell’ottavo di Champions tra PSG e Barcellona.

Con l’Italia vanta un bilancio neutrale, per il momento. Gli Azzurri con lui hanno conqusitato una vittoria in una gara contro la Grecia per le qualificazioni agli Europei, mentre hanno pareggiato in Nations League contro l’Olanda nell’ottobre 2020 (1-1). C’è però anche una sconfitta da segnalare nei tre incroci tra Italia e Taylor, in particolare in un’amichevole contro la Francia del giugno 2018, terminata 3-1 a favore dei transalpini, che di lì a poco avrebbero conqusitato i Mondiali in Russia.

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Chi è Anthony Taylor, l’arbitro di Italia-Austria

Anthony Taylor arbitro Italia
Anthony Taylor durante una gara tra Italia e Olanda (fonte foto GettyImages)

Top referee in Premier League ormai da oltre dieci anni, Taylor è uno degli arbitri più affidabili in campo europeo, nonostante abbia in passato fatto infuriare più di una federazione e di un club. D’altronde, Anthony non è nato con la vocazione dell’arbitro. Anzi, da piccolo detestava gli uomini col fischietto.

Lo ha rivelato lo stesso direttore di gara in un’intervista rilasciata al sito dell’Uefa qualche tempo fa. Tifosissimo della squadra della sua città, l’Altrincham, seguiva i suoi idoli sia in casa che in trasferta, ma spesso finiva per lamentarsi degli arbitraggi. Stanca di sentire le sue recriminazioni, la madre gli avrebbe detto: “O ci provi tu ad arbitrare, o taci”. Detto, fatto.

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Il giovane Anthony seguì il consiglio della madre, provò ad arbitrare alcune gare dei campionati locali e piano piano ci prese gusto, scalando le classifiche arbitrali e passando rapidamente dalla Cheshire League alla Northern Premier League, fino alla Conference e quindi alla Football League, la seconda lega professionistica del calcio in Inghilterra. In questa lega è rimasto per quattro anni, prima di debuttare in Premier nel 2010. Il resto è storia.