Mourinho Roma, durissimo attacco: “É un ex allenatore”

Jose Mourinho Roma
Jose Mourinho (Getty Images)

L’esperienza di Mourinho alla Roma non è ancora iniziata e già arriva il pesante attacco al tecnico: “Il tempo è passato per lui”.

Mourinho continua a dividere. Fa parte della sua storia, di un personaggio che non ama le mezze misure e va dritto al punto. Fra i giocatori allenati c’è chi ancora spera in una chiamata dallo Special One, o chi come Totti ribadisce la stima per i metodi e le vittorie del portoghese. Nel suo percorso però Mourinho ha lasciato anche “nemici”. Che tornano spesso a farsi sentire. Lo fece in passato De Bruyne, e anche Collymore, ex nazionale inglese, non fu tenero.

Alla lista dei detrattori si aggiunge un altro ex calciatore allenato da Mourinho, che intanto spera di rilanciarsi alla Roma dopo la deludente esperienza agli Spurs. Parole poco tenere per un tecnico che ha vinto un triplete, e che all’Inter divenne l’idolo del popolo nerazzurro.

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Mourinho Roma, l’attacco di Shaw: “Mi viene da ridere”

Luke shaw
Mourinho alla Roma, arriva l’attacco di Luke Shaw (Getty Images)

L’annuncio di Mourinho alla Roma ha creato attesa nei tifosi giallorossi, che sperano di ritrovare successi con un tecnico che di trofei se ne intende. Dal triplete alle vittorie in Europa e al Real Madrid, lo Special One ha dimostrato di saper gestire la pressione e di conoscere il segreto per il successo. In altre piazze però non sono mancati i passi falsi, e soprattutto i calciatori che non hanno apprezzato i suoi metodi.

Fra questi c’è Luke Shaw, esterno sinistro del Manchester United che non ebbe vita facile con Mou. Fu spesso accusato di non essere nelle condizioni fisiche per affrontare le partite, e in diverse occasioni fu oggetto di attacchi davanti ai media. Shaw, parlando di Mourinho e della Roma, non ha perso l’occasione per rispondere. “Sono abituato ai suoi attacchi – ha raccontato – ma continua a prendersela con me. Gli piace, e non chiedetemi perché, ma io lavoro, vado avanti e lo ignoro. Anzi rido di lui. Il suo limite è che cambia in base ai giocatori. Alcuni gli piacciono, altri no, e io non ero fra i suoi prediletti, credo che sia chiaro”. Poi l’affondo definitivo sul tecnico che lo mise nella black list a Manchester. “Ho provato a convincerlo, ma era impossibile. Alcuni compagni all’epoca e adesso mi chiedono perché sia sempre pronto ad attaccarmi. Io credo solo che sia stato un grande allenatore, ma il tempo è passato”.