Politici o tifosi? Quando lo stadio diventa un parlamento

Renzi al Franchi - Getty Images
Tra i politici più... tifosi, ecco Matteo Renzi - Getty Images

I politici tifosi sono sempre guardati con un’aria quasi di stupore da quanti seguono la gestione della cosa pubblica. Mostrando lati inediti quando pensano al lato calcistico.

Renzi al Franchi - Getty Images
Tra i politici più… tifosi, ecco Matteo Renzi – Getty Images

L’Italia è un popolo di allenatori di calcio e di politici tifosi. Perché spesso la fede espressa dai rappresentanti istituzionali diventa quasi un cavallo di battaglia da sbandierare in tv oppure nelle pubbliche assemblee. Escludendo ovviamente tutti i campanilismi possibili e scontati, c’è da aggiungere come spesso il calcio sia la vetrina ideale per i politici, che diventano tifosi un po’ visitando le piazze italiane (vero, Salvini?) oppure sono dei sostenitori occasionali giusto per non incappare in figuracce.

Non tutti i politici sono tifosi, prova ne è il vecchio adagio che fece storia, quando Palmiro Togliatti, segretario dell’allora Partito Comunista Italiano, si rivolse al suo collega di partito Pietro Secchia con un: «Come vuoi pretendere di fare la rivoluzione se non sai i risultati della Juventus?».

Esempio quindi anche… di politica e di come i politici siano tifosi, spesso contro ogni rigida logica. Stranamente la Juventus ha una schiera di tifosi a sinistra: Walter Veltroni che è stato sindaco di Roma, ma anche Fausto Bertinotti, giusto per fare due esempi. Tanti i politici tifosi della Juventus collocati a sinistra (c’è anche un club a Montecitorio). In passato erano in contrapposizione con gli Agnelli solo per vicende legate alla Fiat: in campo poi non c’erano divisioni di alcun genere.

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Quelli che sono abbonati allo stadio

Berlusconi e la figlia - Getty Images
Barbara Berlusconi con il padre in tribuna – Getty Images

Di Matteo Renzi, a un certo punto, avevamo ogni tipo di visuale possibile: l’ex segretario del Pd, ex capo del governo ed ex sindaco di Firenze era spesso uno degli spettatori al “Franchi”. La Fiorentina era (quasi) imperdibile, era praticamente un ultra prestato alla politica.

Tra i sindaci, Luigi De Magistris aveva delle simpatie interiste da giovane, quelle che gli rinfaccia ogni tanto Aurelio De Laurentis quando si parla di vicende legate allo stadio. Virginia Raggi era una simpatizzante laziale, in maniera molto più leggera rispetto all’ex presidente della Regione Lazio Renata Polverini, che fu vista insieme agli ultrà della stessa squadra capitolina.

La Roma si era difesa nel corso del tempo con Giulio Andreotti. Lo statista democristiano ebbe un ruolo fondamentale anche per il futuro di Falcao e fece eleggere il presidente giallorosso Dino Viola a deputato.

Per non parlare poi del tifo mostrato verso il Milan, spesso più per compiacere il suo ex patron e leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. I politici diventavano tifosi all’occorrenza, per avanzare la loro candidatura tra un gol all’altro. Sembrano epoche lontanissime, eppur tutto ciò avveniva solamente sino a qualche anno fa.

Tra le curiosità dei politici tifosi, scegliamo chi non divenne tale e concludiamo con Paolo Valenti. Il compianto conduttore di 90° Minuto negli anni Ottanta fu candidato in un listone della Democrazia Cristiana. Non fu eletto e tornò al programma, lasciandolo solamente alla sua morte avvenuta il 15 novembre 1990. Quando svelarono anche la sua squadra del cuore: Valenti tifava per la Fiorentina.