Brasile-Spagna, finale da sogno alle Olimpiadi: i precedenti parlano chiaro

Brasile-Spagna, la finale delle Olimpiadi di Tokyo 2020 è tra le due super favorite: dai precedenti emerge un dato.

Brasile Olimpiadi Dani Alves
Dani Alves esulta con il Brasile alle Olimpiadi (fonte foto GettyImages)

Ci siamo. Il 7 agosto allo stadio di Yokohama si deciderà l’atto conclusivo del torneo calcistico delle Olimpiadi di Tokyo 2020. I campioni in carica del Brasile affronteranno la temibile Spagna. Le due super favorite di questa edizione dei Giochi, per quanto riguarda il calcio, saranno una di fronte all’altra, per una gara che si preannuncia spettacolare.

Sono tanti i temi che emergono dal confronto. Da una parte abbiamo i campioni in carica del Brasile, vittorio si a Rio e con una tradizione olimpica importante. Dall’altra gli spagnoli, cui il successo in questa competizione manca da 29 anni. L’uomo simbolo della formazione verdeoro è il fuoriquota Dani Alves, 38 anni e nessuna voglia di abbandonare il campo. Quello degli iberici è Pedri, 19 anni ancora da compiere e un futuro che si promette radioso.

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Le due squadre sono reduci da cammini differenti ma altrettanto faticosi, con il Brasile che ha strappato l’accesso alla finale solo ai rigori con il Messico, mentre la Roja ha avuto la meglio contro i guerrieri giapponesi ai supplementari. E anche i precedenti sembrano non dare particolari spunti per poter capire da che parte penderà la bilancia del fato.

Brasile Spagna finale Olimpiadi: i precedenti

Spagna Olimpiadi
La Spagna esulta alle Olimpiadi di Tokyo 2020 (fonte foto GettyImages)

Al momento ai Giochi olimpici solo due volte Spagna e Brasile si sono affrontate, e in un’epoca lontanissima. La prima volta nel 1968, alle storiche Olimpiadi messicane, quelle di Tommie Smith. Le due squadre giocarono una gara nel girone. Vinse la formazione iberica di misura, con rete decisiva di Vilela. La seconda volta otto anni dopo a Montreal. In questo caso il successo arrise ai sudamericani: rete iniziale di Rosemiro, pareggio di Idigoras e gol decisivo di Fraga.

La finale sarà dunque il terzo atto di quello che non può propriamente definirsi un classico olimpico. Un atto che potrà sancire il dominio brasiliano o potrà regalare nuove speranze alla Spagna, il cui futuro sembra destinato a grandi vittorie grazie al nuovo ciclo di campioni creato negli ultimi anni.

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E a rendere più succosa la gara, ci penserà anche Dani Alves. Dovesse vincere, il campione brasiliano aggiungerebbe al suo invidiabile palmares un altro titolo, uno dei pochi che gli mancano. Anche con la Nazionale il terzino ha infatti vinto tutto, o quasi. Cosa gli manca? Il Mondiale. Chissà per quanto tempo ancora brucerà l’incredibile sconfitta nel 2014. Ma questa è un’altra storia.