Buffon-Grosso, avversari in Serie B: quello sgarbo che fece infuriare la Juve

Buffon e Grosso oggi saranno avversari in Frosinone-Parma: perché l’ex difensore fece quello sgarbo alla Juventus.

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Gigi Buffon e Fabio Grosso (Gettyimages)

Quante ne hanno passate insieme e contro. Gigi Buffon e Fabio Grosso sono quasi coetanei, con il secondo leggermente più anziano di circa 61 giorni. Questa sera scendono in campo. O meglio, il primo scenderà in campo per difendere i pali del suo Parma; l’ex difensore invece resterà a bordocampo a dare indicazioni ai suoi ragazzi del Frosinone. Per l’uomo dei Mondiali 2006 l’esperienza da allenatore si sta rivelando molto complessa e piena di delusioni.

Dopo l’esonero del Brescia di Cellino è arrivato l’addio anticipato al Sion in Svizzera e solo qualche mese fa è subentrato nel ruolo di tecnico della squadra ciociara ad un ex Campione del Mondo 2006, suo vecchio compagno di Nazionale Alessandro Nesta. Oggi Grosso rivedrà Gigi Buffon, ma da avversario. L’ultima volta in campo assieme risale al lontano 2011.

Buffon ritrova Grosso: l’ultima volta vinsero lo scudetto assieme

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Grosso e Buffon (GettyImages)

Gianluigi Buffon e Fabio Grosso hanno disputato 67 partite assieme tra Nazionale e Juventus. Ovviamente, la gioia più grande l’hanno vissuta con l’azzurro dell’Italia ai Mondiali in Germania. Entrambi protagonisti assoluti nelle due partite più importanti del torneo.

I due hanno giocato diverse gare anche con la maglia della Juventus, quando Grosso raggiunse il portiere nel 2009 e rimase nel club di Torino fino al 2012. Nel suo ultimo anno in bianconero arrivò anche la decisione di smettere di giocare. E invece, Buffon aveva ancora fame e voglia di dimostrare di essere utile alla squadra. E così è stato per altri diversi anni.

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Addirittura, Grosso disputò appena due partite in campionato nella stagione 2011-12, per poi finire fuori rosa. Era la prima Juve di Antonio Conte, ed era l’anno del primo dei nove scudetti di fila. Ma alla festa dei Campioni d’Italia, Fabio Grosso non partecipò. Forse perché non si sentiva parte di quel gruppo vincente. A fine stagione si svincolò e a fine 2012 decise di dedicarsi alla carriera da allenatore. Dove cominciò? Proprio alla Juventus, come tecnico delle giovanili.