Suarez, la Juventus si attivò per l’esame a Perugia: sospesi i vertici dell’Università

Suarez, la Juventus si attivò per l'esame a Perugia: sospesi i vertici dell'Università
Suarez, la Juventus si attivò per l'esame a Perugia: sospesi i vertici dell'Università

L’esame di italiano di Suarez fu concordato. La Procura di Perugia parla di una “farsa” e sostiene che la dirigenza della Juve si sia attivata

Secondo la Procura di Perugia, l’esame di Luis Suarez all’Università per Stranieri di Perugia era una “farsa”. I contenuti sarebbero stati “preventivamente comunicati” in modo da consentire all’uruguagio di superare l’esame necessario per ottenere la qualifica di comunitario.

Secondo la nota della Procura, che fa seguito agli accertamenti condotti dalla Guardia di Finanza, l’ateneo avrebbe predeterminato “l’esito ed il punteggio d’esame, per corrispondere alle richieste che erano state avanzate dalla Juventus, con la finalità di conseguire un positivo ritorno di immagine, tanto personale quanto per l’Università”.

Dagli accertamenti investigativi, prosegue la nota, emerge come la dirigenza della Juve si fosse “attivata, anche ai massimi livelli istituzionali, per ‘accelerare’ il riconoscimento della cittadinanza italiana nei confronti di Suarez” all’inizio di settembre, scrive il procuratore di Perugia Raffaele Cantone.

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Suarez, sospesi i vertici dell’Università di Perugia

Luis Suarez Uruguay

Di conseguenza, la rettrice dell’Università per stranieri Giuliana Grego Bolli è stata sospesa per otto mesi. La misura cautelare è scattata anche per il direttore generale Simone Olivieri, per la professoressa Stefania Spina e per Lorenzo Rocca, componente della commissione “Celi Immigrati”. Lorenzo Rocca.

Il giudice per le indagini preliminari ha disposto tali misure ravvisando il rischio di reiterazione del reato da parte degli indagati. I vertici dell’Università, si legge infatti nella nota, avrebbero “mostrato di considerare l’istituzione di cui fanno parte e che rappresentano alla stregua di una res privata gestibile a proprio piacimento”.

Due i reati ipotizzati dalla Procura di Perugia, la violazione del segreto d’ufficio finalizzata all’indebito profitto patrimoniale e falsità ideologiche in atti pubblici.

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