Bryan Reynolds, chi è e come gioca il texano nel mirino della Juventus

Bryan Reynolds, chi è e come gioca il nuovo americano della Juventus
Bryan Reynolds, chi è e come gioca il nuovo americano della Juventus

La Juventus è vicinissima al texano Bryan Reynolds, più giovane tesserato di sempre per l’FC Dallas nella MLS. Le caratteristiche, e le curiosità

Dopo McKennie, la Juventus continua a guardare agli Stati Uniti. Avanzata la trattativa con Bryan Reynolds, terzino destro classe 2001 del FC Dallas, dove gioca dal 2016. Ha firmato il primo contratto a 14 anni, è il più giovane ad averlo fatto nella storia del club. Sui social segue, oltre a McKennie, Cristiano Ronaldo, Neymar, Pogba, Van Dijk.

Segue anche Dest, che si può considerare affine alle sue caratteristiche. Nasce infatti come ala, anche molto prolifica in zona gol.

Bryan Reynolds, lo stile di gioco

Bryan Reynolds, lo stile di gioco
Bryan Reynolds, lo stile di gioco

Con un fisico ben strutturato, una corsa esplosiva e un senso della posizione già avanzato per la sua età, Reynolds non passa certo inosservato. Con la palla, raramente cerca la giocata scolastica o interlocutoria, anche se è preciso nei passaggi con entrambi i piedi. Quando può, cerca il dribbling, la progressione, la giocata che possa favorire lo sviluppo del gioco.

E’ preciso e non affrettato nell’esecuzione dei cross (57% di successo, più alta anche di Alexander-Arnold nel Liverpool dominatore della Premier nel 2019-20), per questo risulta un valore aggiunto in fase offensiva. I quattro assist nelle prime 14 presenze in MLS lo dimostrano.

In difesa, vince la metà dei duelli, è efficace nei contrasti e negli intercetti. Non teme, vista la velocità, l’uno contro uno in campo aperto. E con una squadra come la Juventus che porta tanti uomini oltre la metà campo e rischia nelle transizioni, conta non poco.

Gli inizi come ala restano un marchio ben impresso nel suo stile di gioco. Nella MLS, il campionato USA, ha tentato 2,55 dribbling per 90 minuti: una media che lo avvicina a Cuadrado. In questo sta la sua forza, ma anche una sua possibile debolezza perché l’imprevedibilità nella scelta del momento per effettuare il dribbling comporta anche un tasso di riuscita del 50%. Insomma, ne sbaglia uno su due, e questo vuol dire consentire una pericolosa ripartenza agli avversari, a difesa scoperta.

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Reynolds e gli altri: gli statunitensi in Serie A

A Dallas, Reynolds gioca con la maglia numero 14, come McKennie alla Juventus. Il capitano della squadra è un’altra conoscenza del calcio italiano, Reto Ziegler, terzino che ha attraversato la storia della Juve senza mai esordire ma ha disputato più di 150 partite con la Sampdoria.

Potrebbe diventare il sesto statunitense in Serie A dopo il gioiellino McKennie, il figlio d’arte Michael Bradley, il pittoresco Alexi Lalas difensore con l’anima rock del Padova, Josh Perez e il pioniere Armando Frigo, entrambi alla Fiorentina.