Premier League prende provvedimenti: “Non accadrà più”

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Marcus Rashford attaccante del Manchester United (Getty Images)

Gli ultimi giorni in Inghilterra sono stati di fuoco: il tema del razzismo è tornato a farsi vivo, con molte spiacevoli situazioni che si sono verificate

La Premier League è il campionato più ricco del mondo; continua a far parlare di se per lo spettacolo e per i grandi campioni che militano nelle squadre inglesi. Tuttavia è tornato prepotentemente alla ribalta il tema del razzismo, che ha colpito ultimamente, molti giocatori di squadre differenti.

Le statistiche rivelate dal Ministero degli Interni britannico, rivelano che i casi di razzismo in Premier League nella stagione 2019/2020, sono aumentati del 50%, in pratica più di 150 abusi legati al razzismo.

In Inghilterra, sono comunque avanti sul tema razzismo; già dal 2018 la Football Association agisce di concerto con l’organizzazione Kick It Out, in modo da portare avanti delle indagini insieme alla polizia, e per dare il via a iniziative educative.

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Premier League: gli ultimi casi e le prime reazioni

In occasione della giornata di campionato svoltasi dal 27 al 30 gennaio scorsi, alcuni giocatori sono stati presi di mira. In primis i giocatori dello United, Rashford, Tuanzebe e Martial United contro l’Arsenal. Nello stesso weekend,  anche James del Chelsea è stato pesantemente insultato e discriminato, così come Sawyers del West Brom.

Proprio Marcus Rashford ha mostrato la sua solita eleganza fuori dal campo; si è detto orgoglioso di essere un uomo di colore e non avrebbe dato celebrità ai razzisti mostrando i loro commenti con uno screenshot. L’attaccante ha poi concluso ricordando come vi siano tanti bambini suoi fan, di tanti colori diversi, e tutti bellissimi. Un vero e proprio gol contro il razzismo.

Anche il Principe William, presidente della FA, ha detto la sua, impegnandosi maggiormente contro gli abusi discriminatori. Per il secondo erede al trono in ordine di successione, bisogna creare un ambiente migliore, in cui gli abusi non debbano essere tollerati.

Il football si appella ai social network

Gli ultimi casi di inizio febbraio, in cui sono stati discriminati nuovamente Tuanzebe, oltre a Rudiger del Chelsea, e Jankewitz del Southampton, hanno portato varie associazioni tra cui la Premier a scrivere una lettera congiunta ai social network, Facebook e Twitter.

Nella lettera si chiede di bloccare i messaggi razzisti e anche gli autori questi messaggi, di impedire a questi soggetti di iscriversi nuovamente ai social. Si chiedono inoltre misure per rimuovere gli abusi e strumenti che velocizzino l’identificazione di utenti razzisti.

La risposta dei social non si è fatta attendere; i proprietari di Facebook e Twitter hanno quindi preso l’impegno di aumentare la sorveglianza sugli account che violino le norme discriminando le persone.

Un passo dunque decisivo quello della Premier e di tutto il calcio inglese; l’obiettivo è infatti mettere fine agli orribili casi di razzismo che Oltre Manica e nel resto del mondo sono fin troppo presente.