Champions 2024, le federazioni non ci stanno: scontro decisivo

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UEFA Champions League (Getty Images)

Ben dieci federazioni hanno scritto alla UEFA dicendosi contrarie alla nuova del Champions del 2024.

La nuova Champions League del 2024, ha accolto molti pareri positivi, soprattutto per aver forse del tutto scongiurato la Superlega. Tuttavia, adesso, alcune federazioni, hanno scritto alla UEFA per mostrare le loro perplessità sul nuovo format.

Sono 10 le leghe europee ad aver manifestato i loro dubbi: Inghilterra, Svezia, Olanda, Turchia, Belgio, Svizzera, Scozia, Norvegia, Danimarca e Russia. Tutte le federazioni di questi paesi, hanno dichiarato che il calendario della Champions 2024 non va bene, in quanto troppo dispendioso per le squadre, oltre che intasatore dei calendari nazionali e internazionali.

Del resto, nel nuovo formato europeo, ci dovrebbero essere 10 partite nel girone unico con modello svizzero, difatti 4 in più rispetto a quelle del calendario attuale. Inoltre, non è nemmeno chiaro, secondo le federazioni, il sistema di qualificazioni alla coppa, tra meriti sportivi, ranking e storia.

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Champions 2024: ECA vs European Leagues

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Andrea Agnelli presidente ECA (Getty Images)

Molti dubbi permangono da parte delle federazioni contrarie alla Champions League 2024, con l’European Club Association (ECA), presieduta da Andrea Agnelli, che spinge per far qualificare anche squadre che non hanno fatto bene sul campo, ma che per il ranking sono al top in Europa.

L’European Leagues, invece, vorrebbe l’allargamento a campionati meno quotati, che potrebbero avere un posto in più in Champions League. Inoltre, vorrebbe anche che le partite non aumentassero a 10, bensì a 8, così da non intasare eccessivamente il calendario nazionale, delle singole leghe.

La principale disputa, comunque, è sui soldi. L’European Leagues, vuole più equità nella distribuzione di denaro, così da far arrivare maggiori introiti anche a club che giocano in campionati meno forti nel ranking. L’ECA, invece, vuole mantenere l’attuale sistema in cui poche squadre sono al top per ricavi e entrate, e se possibile aumentare questi ulteriormente.

Il pallino è adesso in mano alla UEFA. Da una parte ci sono le federazioni, che supportano l’European Leagues che vuole meno partite in calendario, mentre dall’altra parte ci sono gli interessi dei club più ricchi al mondo, con l’ECA di Agnelli supportata anche da Perez. La sensazione, è che il braccio di forza, possa portare scontento soprattutto ai tifosi, che non sono per niente tenuti in considerazione nella scelta.