Quando la Juventus si chiamava Cisitalia e il Torino era della FIAT

Juventus-Torino
Juventus-Torino (Getty Image)

Erano i tempi della seconda guerra mondiale, anno 1943-1944. I bianconeri si chiamavano Juventus Cisitalia, mentre i granata erano Torino FIAT.

Durante la seconda guerra mondiale la FIAT produceva automobili, autocarri e caccia per l’esercito italiano, ma ha fatto di tutto per non spedire al fronte i suoi giocatori. Il conflitto aveva separato l’Italia e il campionato di calcio era stato sospeso. Per non mandare i calciatori a morire, società come Juventus e Torino presero decisioni drastiche.

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Juventus Cisitalia

Juventus 2019
Juventus 2019 (Getty Image)

Nel 1942 il campionato era stato fermato e rimpiazzato da tornei regionali non riconosciuti dalla Figc. La Juventus per evitare la guerra ai suoi atleti usò come espediente quello di associarsi ad un azienda, la Cisitalia di Piero Dusio che produceva automobili.

I giocatori vennero perciò assunti sulla carta come operai necessari al fabbisogno nazionale, sottraendosi ad una morte certa. Gianni Agnelli ricorderà quel periodo lontano dalla Juventus dicendo “In quel periodo stavo nell’esercito, avevo altri pensieri per la testa”.

Per le partite in casa giocate allo stadio Benito Mussolini, l’attuale Olimpico Grande Torino che oggi è il fortino dei granata, le divise della Juventus Cisitalia erano le classiche a strisce bianconere; mentre le maglie da trasferta erano a tinta unica, o bianche, o nere, con una J stampata sul petto.

La Juventus partecipò al campionato di guerra dell’Alta Italia passando il primo turno, ma non il secondo, classificandosi dietro il Torino FIAT, dopo aver perso un derby per 5-0 e pareggiato l’altro 0-0.

Torino FIAT

Anche quelli del Torino aggirarono la legge per trattenere il suoi giocatori in città unendosi ad una ditta locale: la FIAT. Dopo aver passato i primi due turni del campionato di guerra, la squadra di Valentino Mazzola perse la finale a tre squadre giocata a Milano contro i vigili del fuoco dello Spezia.

In quegli anni il logo dell’azienda torinese da sempre legata alla Juventus si trovava cucito sul cuore granata, anche se in alcune divise c’era invece uno stemma a ricordare l’ultimo scudetto e coppa Italia vinti prima della sospensione del campionato.


In quella squadra giocavano campioni come Stefano Piola, che aveva vinto il mondiale di Francia nel 1938, ed è ancora oggi il terzo marcatore con più gol in nazionale dopo Riva e Meazza. Suo compagno in attacco era Valentino Mazzola, uno tra i migliori numeri 10 del calcio italiano, che morì a soli 30 anni nella strage di Superga del 1949, quando l’aereo del Torino si schiantò su una montagna.