Conte e la maledizione delle tre stagioni: unica eccezione la Juventus

Conte Inter clausola
Conte Nazionale (GettyImages)

Mai più di due stagioni per Antonio Conte, Juventus esclusa. Qualcosa frena il tecnico dal mettere radici altrove.

Antonio Conte proprio non riesce a mettere radici. E’ questa la riflessione sulla quale ci si accartoccerebbe a guardare quella che di fatto è la carriera in panchina del tecnico leccese. Juventus esclusa, mai per più di due anni sulla stessa panchina. Dimissioni, esoneri o concordati addii, hanno sempre fatto in modo che l’esperienza in panchina non durasse mai più di due anni. E’ successo praticamente ovunque, dalla Serie B, alla Serie A, passando per la Premier League e la Nazionale di calcio.

Dai tempi del Bari, passando per Bergamo e Siena, prima di approdare alla Juventus, dove resta per ben tre stagioni, prima di dimettersi, Antonio Conte proprio non riesce a ragionare su un progetto che possa considerarsi propriamente pluriennale. Oggi, all’Inter, sembra si possa andare nella stessa direzione. Tagli imposti dalla società, causa bilanci disastrosi e tecnico che con molta probabilità potrebbe non accettare la situazione che va delineandosi.

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Conte e la maledizione delle tre stagioni: anche con l’Italia, stesso destino

Conte Chelsea
Conte Chelsea (GettyImages)

Le tre stagioni vittoriose con la Juventus, che insieme all’attuale dell’Inter creano un record per il tecnico non da poco, l’unico ad aver superato i novanta punti con due diverse squadre nell’epoca dei tre punti. Poi l’esperienza in Premier League, un campionato vinto ed una Supercoppa Inglese alla guida del Chelsea, ma anche li, al secondo anno fioccano i malumori e quindi stop. Prima c’era stata l’esperienza sulla panchina della Nazionale italiana.

Anche li, stesso discoro, il percorso di preparazione agli Europei del 2016, l’uscita ai quarti, ai rigori, contro la Germania, dopo un discreto cammino nei gironi eliminatori, poi lo stop. Conte, insomma, proprio non riesce ad andare oltre il biennio, salvo casi eccezionali. Oggi, all’Inter, la situazione sembra ripetersi, per motivi differenti rispetto alle altre situazioni, questo è vero, ma la tendenza, resta. Terzo anno, insomma, una vera e propria maledizione.