Giacomo Raspadori come Paolo Rossi: la speranza di Mancini per Euro 2020

Roberto Mancini Raspadori Paolo Rossi
Roberto Mancini, commissario tecnico della Nazionale (fonte foto GettyImages)

In conferenza stampa prima della gara con la Repubblica Ceca, il ct Roberto Mancini ha alimentato il parallelismo tra Giacomo Raspadori a Paolo Rossi.

Roberto Mancini è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia dell’amichevole con la Repubblica Ceca. Nell’occasione, ha avuto modo ovviamente di spiegare le sue convocazioni per Euro 2020, dopo le tante polemiche relative sulle esclusioni eccellenti, come quelle di Politano e Pessina. Ovviamente al centro del discorso non poteva non finire anche Giacomo Raspadori, l’asso tirato fuori dalla manica all’ultimo momento dal Mancio.

Per molti, la sua chiamata ricorda quella di Paolo Rossi nel 1982. E il ct non nega di aver pensato a questo parallelismo: “Spero che possa entrare e fare come Paolo Rossi“. Una speranza ben riposta, confidando nei vichiani corsi e ricorsi storici, o una folle illusione?

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Giacomo Raspadori come Paolo Rossi: la speranza di Mancini

Giacomo Raspadori Paolo Rossi Mancini
Giacomo Raspadori, attaccante dell’Italia (fonte foto GettyImages)

Il paragone del Mancio, già evidenziato da alcune voci influenti negli ultimi giorni, porta alla necessità di fare un salto indietro nel tempo. Perché, nonostante qualche piccola similitudine, la situazione è piuttosto differente. Paolo Rossi prima dei Mondiali del 1982 era già un giocatore affermato, con oltre 60 gol al Vicenza prima dello stop imposto dalla vicenda calcioscommesse. Proprio per quello scandalo, dovette star fermo per due stagioni, rientrando poco prima della kermesse in Spagna.

Fedelissimo di Bearzot, fu messo alla prova dal commissario tecnico, che andò a vederlo nelle tre partite disputate in due anni. In una di queste andò a segno. Tanto bastò per convincere il Vecio a farlo salire sull’aereo verso la Spagna. E la storia ha decretato che ebbe assolutamente ragione lui. Con 6 gol e una tripletta al Brasile, secondo molti, più forti di sempre, Pablito fu il trascinatore di quel Mondiale eroico, diventando emblema della Nazionale più amata di sempre.

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Per Raspadori la storia è diversa. L’attaccante classe Duemila si è affacciato da pochi anni al calcio che conta. Ha qualità importantissime, potenzialmente forse anche superiori rispetto a quelle di Rossi, ma fin qui ha messo a segno 8 gol in 42 presenze con il Sassuolo. Insomma, quella del giovanissimo attaccante neroverde è una vera e propria scommessa per il Mancio, che tuttavia sembra certo della sua scelta: “Ha qualità straordinarie, è stata l’unica motivazione per cui l’ho portato. Credo possa far bene in Nazionale“. Avrà avuto ragione anche lui? Ai posteri l’ardua sentenza.