23 giugno 1982: Italia Camerun nella storia del calcio moderno

Italia Camerun nella storia del calcio del nostro paese e non solo. Una gara che segna il cammino azzurro.

Ci sono sfide che segnano improrogabilmente tornei ed addirittura epoche. Il 23 giugno del 1982 a Vigo, va in scena un Italia Camerun che entrerà praticamente nella storia del calcio. E’ la prima gara ufficiale della nostra Nazionale di calcio contro un squadra africana, e già questo basterebbe per far entrare la gara di diritto tra le più simboliche della nostra storia. Altro fattore altrettanto simbolico è il risultato, quell’1-1, ennesimo pareggio dei ragazzi di Bearzot che da quel momento in poi diventeranno inarrestabili.

Si pensava di poter evitare Argentina e Brasile al turno successivo, nel secondo mini girone previsto in quell’occasione dalla Fifa. Invece ci toccarono proprio le due sudamericane, l’Italia non andò oltre il pareggio contro il Camerun cosi come era successo prima con Polonia e Perù. Il resto è storia, Argentina e Brasile domate in gare entrate ormai nel mito del calcio moderno. Paolo Rossi, Gentile e Maradona, il Brasile dei fenomeni, le tre immagini forse più simboliche di quella doppia sfida.

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23 giugno 1982: Italia Camerun, il tabellino della gara

Bearzot staff
Bearzot staff (GettyImages)

Quel giorno di giugno l’Italia scese in campo per battere il Camerun. Le prime due gare non erano state di alto profilo per gli azzurri e questo aveva fatto storcere il naso a tifosi e giornalisti. Tutti contro la Nazionale, tutti contro Bearzot, il silenzio stampa farà il resto. Zoff, Gentile, Cabrini, Oriali, Collovati, Scirea, Conti, Tardelli, Rossi, Antognoni, Graziani, gli undici mandati in campo da Bearzot per provare a battere il Camerun, non ci riusciranno.

Graziani porterà in vantaggio l’Italia con un colpo di testa beffardo, ma poi il pareggio di M’Bida, di fatto spezzo le gambe agli azzurri. Il Camerun non fu battuto e la Nazionale lanciata verso il girone dell’inferno con Argentina e Brasile. Il resto della storia è ben noto. Rossi, Rossi e ancora Rossi, partiamo da li. Poi Madrid, passando per la Polonia ed il lancio al bacio di Conti per il solito Rossi. Nella citta reale, Pertini, l’orgoglio ed una Nazionale che sconfisse tutti, anche quelli che in quel momento non si trovavano in campo al Bernabeu. Campioni del mondo.