Carlo Pinsoglio rinnova con la Juve: tutti i terzi portieri diventati icone

Carlo Pinsoglio Juventus
Carlo Pinsoglio, terzo portiere della Juve (fonte foto GettyImages)

Carlo Pinsoglio si lega alla Juventus fino al 2023: riscopriamo i terzi portieri diventati icone delle proprie squadre.

Dal 2017 alla Continassa c’è un’unica grande certezza: Carlo Pinsoglio. Tra i terzi portieri entrati nella storia, l’estremo difensore bianconero è forse il più famoso di tutti i tempo. Cresciuto nelle giovanili della Juventus, è entrato in prima squadra nel 2009, per poi iniziare un lungo periodo di prestiti fino al ritorno del 2017. Un comeback segnato da una serie di trionfi che lo hanno visto sempre protagonista defilato.

Tifoso bianconero fino in fondo, Pinsoglio ha conquistato tre scudetti, due coppe Italia e due supercoppe italiane. Il tutto mettendo insieme quattro presenze negli ultimi quattro anni, una a stagione, condite con quattro gol subiti. Numeri che avranno l’opportunità di essere migliorati nei prossimi anni. Il portiere ha ottenuto infatti il rinnovo fino al 2023, celebrato ovunque con una frase tipica: “Dai un po’, eh!“.

Ma Pinsoglio non è l’unico eroe nell’ombra. Riscopriamo insieme tutti i terzi portieri diventati vere e proprie icone dei propri club per gli anni trascorsi o per le vittorie conquistate.

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Non solo Pinsoglio: gli altri terzi portieri diventati iconici

Paolo Orlandoni Inter
Orlandoni, Javier Zanetti, Esteban Cambiasso e Castellazzi (fonte foto GettyImages)

La storia che maggiormente è rimasta nel cuore dei tifosi dell’Inter è quella di Paolo Orlandoni. Un po’ come per Pinsoglio, la sua è la storia di un portiere cresciuto in nerazzurro, che ha debuttato in prima squadra per poi iniziare una lunga gavetta in prestito, fino all’inizio del periodo magico dal 2005 al 2012, in cui è riuscito a conquistare, tra le altre cose, cinque scudetti, una Champions League e un campionato del mondo per club. Sempre rimanendo nelle retrovie, sempre guardando gli altri da bordocampo, con quattro presenze in sette stagioni.

Anche il Milan ha avuto però il suo Orlandoni. Stiamo parlando di Valerio Fiori, nove anni in rossonero e una sola presenza in campo, in un 4-1 per il Piacenza, tra l’altro. Nel mezzo uno scudetto, due Champions, un Mondiale per club, una Supercoppa Europea, centinaia di partite a tressette con Gattuso, ceffoni sulla testa di Brocchi e furti di protafogli nella metro insieme a Kaladze. Ma guardando in casa Milan non si può non ricordare anche Antonio Donnarumma, che non avrà messo nulla in bacheca, ma nel conto in banca sì, grazie soprattutto al tandem Gigio-Raiola.

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Un Paolo Orlandoni portoghese è stato invece Paulo Lopes, portiere con dodici trofei vinti e undici presenze conquistati in una vita spesa nel Benfica. Tra questi, quattro campionati, tre supercoppe e due coppe del Portogallo, con il neo di due finali perse in Europa League. Una carriera tutto sommato non da buttare. Simile la storia di Tom Starke, terzo portiere storico del Bayern Monaco, che rispetto ai colleghi ha però conquistato anche, misteriosamente, dodici presenze in Nazionale.

Una storia vincente ma da osservatore ce l’ha anche Pepe Reina, anche se solo in Nazionale. L’ex numero 1 di Liverpool e Napoli ha sempre avuto infatti almeno un portiere davanti, se non due. Nonostante questo ha messo in bacheca due Europei e un Mondiale.