Primi guai per TimVision, genitori infuriati: arriva la censura, poi il dietrofront

Arrivano i primi guai per TimVision, la piattaforma che mostra tutto il calcio: scatta la censura per volere del Moige.

TimVision Mapei Stadium
Mapei Stadium (fonte foto GettyImages)

Colpo duro per Tim e la sua piattaforma TimVision. A causa di un noto spot, il Movimento italiano genitori (Moige) ha fatto scattare la denuncia e conseguentemente la censura. Una bruttissima vicenda per Tim, che negli ultimi mesi ha fatto discutere per il suo accordo con Dazn per dare supporto al segnale della nota piattaforma che si è accaparrata i diritti per il calcio italiano di Serie A nei prossimi tre anni.

A far scattare la furia dei genitori italiani sarebbe stata una battuta pronunciata da Lino Banfi all’interno dello spot. Il celebre attore pugliese, che ha portato sugli schermi anche Oronzo Canà nel film cult L’allenatore nel pallone, ha infatti ripetutto uno dei suo mantra cinematografici. Ma per molte persone si è trattata di una volgarità gratuita poco educativa in fasce protette.

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Non si tratta di una vittoria di altri, se non dei diritti dei minori in tv e sul web“, si precisa in un comunicato dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria e del Comitato tv minori. Ma quale battuta ha fatto infuriare i genitori italiani: il celeberrimo “porca puttena“. Pronta però la risposta di Tim, che non si è fatta piegare.

Spot Tim con Lino Banfi censurato: la risposta dell’azienda

Lino Banfi
Lino Banfi (fonte foto GettyImages)

Va detto che nel comunicato si precisa come non si tratti in realtà di una vera e propria censura, ma di una richiesta di evitare che lo spot passi in tv e radio in determinate fasce orarie, quelle appunto in cui il pubblico più giovane potrebbe essere all’ascolto.

Ma la risposta dell’azienda di telecomunicazioni non si è fatta attendere, e tramite comunicato la Tim ha sottolineato come non risulti nessun provvedimento del Giurì dell’Istituto di Autodisciplina pubblicitaria, e che quindi quello della censura sia un falso problema.

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La diffusione degli spot Tim con protagonista Lino Banfi sta proseguendo come pianificato a luglio e non ci sarà alcun cambiamento, al di là della polemica sollevata. Quale sarà la reazione del Moige di fronte a questo ‘dietrofront’ arrivato in giornata dopo che tutto faceva pensare a un altro epilogo? Staremo a vedere, anche se sul web in molti ironizzano sulla decisione di far scattare una denuncia per una frase che appare ai più assolutamente innocua, o meno volgare di ben altre che vengono ogni giorno pronunciate, non solo in televisione.