Mercato, da Ibra ed Eriksen alla sessione “creativa”. In un anno è cambiato tutto

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Un anno di mercato condizionato dall’emergenza sanitaria. Da Ibra ed Eriksen ad una sessione “creativa” che non ha regalato fino ad ora grosse emozioni. In un anno è cambiato il modo di gestire le trattative. 

Ultimo giorno di una sessione di mercato definita “creativa” da Fabio Paratici. E’ così, perché l’emergenza sanitaria ha condizionato gli affari fra i club, attenti ai bilanci e a far quadre i conti in una stagione molto delicata. Il confronto con la passata stagione è quasi impietoso. Gli affari decollati fra le società sono all’insegna degli scambi, dei prestiti con riscatti che spesso fanno saltare il banco. Negli ultimi giorno non sono stati tanti gli accordi conclusi.

Lo scambio Dzeko-Sanchez è saltato per pochi milioni, e nonostante la volontà di provare a sancire l’accordo, l’impressione è che gli attaccanti resteranno con le rispettive squadre. I nerazzurri sono bloccati dal diktat di un presidente che non può investire, e anche la Juventus non ha ancora trovato la punta che cercava concentrandosi sull’affare Rovella. con un occhio ai bilanci. Buoni invece i movimenti del Milan, che ha sfoltito la rosa, e con Meitè, Tomori e Mandzukic è riuscito a dare qualità alla squadra rimandando gli esborsi al prossimo esercizio. La Lazio ha messo un freno alle trattative, mentre in casa Roma hanno puntellato difesa e attacco con Reynolds ed El Shaarawy. E intanto provano a piazzare Dzeko per trovare un equilibrio fra uscite ed entrate.

Il paradosso è nei movimenti di Parma, Benevento e Verona. I ducali sono fra le società ad aver speso di più fra il mercato invernale e quello estivo. I campani hanno prelevato Gaich riuscendo a strappare una formula con diritto di riscatto ad 11 milioni. Bene anche gli scaligeri, che hanno prelevato Lasagna con obbligo di riscatto ma ottenendo un prestito biennale che permette al club di gestire una cifra importante per averlo in rosa. Una sessione “creativa” quindi, diversa da quella di 12 mesi fa in cui arrivarono in Italia calciatori di grande spessore

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Mercato, tante idee e pochi colpi: il confronto con il 2020 è impietoso

Eriksen, l’Inter riuscì a strapparlo alla concorrenza di altri club nel 2020 (Getty Images)

Ultime ore di speranza per i tifosi dei club italiani, che attendono un colpo in grado di accendere l’entusiasmo. Non mancano le idee e i tormentoni, da Dzeko a Scamacca, ma le piste seguite dagli uomini di mercato sembrano trovare poche conferme. Il confronto con l’anno scorso diventa sempre più impietoso. il Milan riuscì a prelevare Ibrahimovic che ha cambiato il volto della squadra di Pioli, prima in discussione e ora alla guida della capolista in Serie A. Anche Conte strappò nomi importanti alla concorrenza, portando in nerazzurro Moses, be soprattutto Eriksen. La fu fra i club più attivi. Cutrone, Kouamè, Agudelo e Duncan per una rivoluzione che però non ha portato gli effetti sperati.

Anche il Napoli fu in grado di investire molto, rifacendo il look a centrocampo grazie agli innesti di Lobotka, Demme e Politano, mentre la Juventus riuscì a monetizzare con le cessioni di Emre Can e Mandzukic. Una sessione ricca di colpi di scena e di addii e arrivi eccellenti, che diversamente da quella che sta per chiudersi riuscì a rivitalizzare molti club. In un anno è cambiato molto, ma in queste ore che restano a disposizione dei direttori sportivi qualcosa potrebbe ancora muoversi.