Euro 2021, Dublino dice addio: come cambia il programma

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Aviva Stadium di Dublino (Getty Images)

Dublino è quasi sicuramente fuori da Euro 2021, visto che non potrà ospitare gare con tifosi allo stadio. Che succede adesso?

Tra due giorni ci sarà la scadenza fissata dalla UEFA, per quanto riguarda il piano tifosi allo stadio per Euro 2021. Ormai, è quasi certo l’addio di Dublino e del suo Aviva Stadium, che non dovrebbe poter ospitare supporter, neanche in estate.

Sarebbero state 4 le partite da disputare in Irlanda, di cui 3 ai gironi e una nella fase finale. Adesso, dunque, prende sempre più piede l’idea di spostare i match nella vicina Inghilterra, con le città di Manchester e di Londra, tra le favorite a ospitarli.

Riguardo la prima città, di stadi ce ne sono 2, ovvero: Old Trafford e Etihad Stadium. Invece a Londra, ce ne sono molti di più, ma sembrerebbe che la scelta sia ricaduta sul New White Hart Lane del Tottenham, che è ancora alla ricerca di un nome nuovo che porti tanti soldi in più al club londinese.

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La deadline si avvicina, chi rischia di più

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San Mamés stadio di Bilbao (Getty Images)

La deadline fissata dalla UEFA, quindi, si avvicina e ci sono paesi che sin da subito, hanno tentennato alla decisione dell’organo europeo, ovvero quello di avere i tifosi allo stadio. Difatti, dopo l’addio di Dublino a Euro 2021, ecco che ci sono altri che titubano.

Dopo l’arrivo della scelta della UEFA, Bilbao ha tentennato. Infatti, in una città che poco sente il tifo per la Spagna, per ragioni politiche, forse l’assenza di pubblico avrebbe favorito gli organizzatori.

Ancora, sembra scongiurato, l’addio di Roma e dello Stadio Olimpico. Difatti, nelle ultime ore, è arrivato l’ok del governo alla possibile presenza dei tifosi allo stadio, anche se tutto passa dal CTS (Comitato Tecnico Scientifico), sperando che non sorgano stranezze e dubbi tutti italiani.

L’addio di Dublino a Euro 2021, dunque, certifica la difficoltà di creare dei piani in cui riportare il pubblico negli stadi. Forse, la UEFA avrebbe potuto dare un po’ di tempo in più agli stati e alle federazioni, così da avere certezze maggiori, ma si sa il tempo è denaro, e questo in qualità di dio, comanda.