Esonero Pirlo, Allegri ad un passo: i tre indizi che accelerano l’affare

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Andrea Pirlo, tecnico della Juventus (Getty Images)

L’esonero di Pirlo potrebbe arrivare in caso di un risultato negativo ad Udine, ma sembra certo a fine stagione: Allegri è ad un passo e gli indizi ne danno conferma. 

Tre indizi fanno una prova, e dopo i rumors in arrivo su un possibile esonero di Pirlo e il ritorno di Allegri, ci sono altri fattori che potrebbero lanciare la trattativa. La Juventus, spesso in difficoltà in trasferta, volerà ad Udine con un carico di speranze e un’ombra pesante addosso. Una prestazione negativa andrebbe a scalfire le poche certezze di una squadra che negli ultimi tre incontri non avrà vita facile. Ecco perché la missione di Pirlo si fa complicata, ed un esonero immediato aprirebbe le porte al ritorno di Allegri.

Il tecnico toscano non ha mai nascosto la volontà di ripensare almeno a ciò che è stato. I due anni di pausa per sua stessa ammissione sono serviti a rigenerarlo e restituirgli quella carica che in anni di successi fu fondamentale in bianconero. Gli indizi però si moltiplicano, e rendono l’idea di una trattativa che potrebbe permettere ad Andrea Agnelli di riconquistare la fiducia dei tifosi, sgretolata dalla Superlega e da una stagione quasi anonima.

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Esonero Pirlo, Allegri è pronto: quei tre indizi che fanno una prova

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Max Allegri, candidato numero uno in caso di esonero di Pirlo (Getty Images)

Ecco quindi che si moltiplicano gli indizi che vorrebbero Max Allegri di ritorno in bianconero dopo l’eventuale esonero di Pirlo. Non solo la zebra postata da Dolcetti, suo collaboratore, e neanche la risposta di Marchisio a chi spera di rivedere il livornese in panchina. La prova più tangibile arriva infatti dalle scelte degli altri club che avevano messo Allegri nel mirino. La Roma ad esempio, che lo aveva messo in cima alla lista dei desideri, ha virato forte su Sarri, con il quale avrebbe già un accordo verbale.

Stesso discorso vale per il Napoli. De Laurentiis dopo tanti tecnici giovani e lanciati con successo, avrebbe espresso il desiderio di provare a chiudere con un allenatore già esperto. Allegri per diversi mesi è stato accostato ai partenopei, ma il suo nome non circola più da tempo, e il favorito adesso sembra Luciano Spalletti. Anche il Bayern era da tempo a caccia di Allegri, ma dopo l’addio di Hansi Flick, ha già trovato un eccellente sostituto in Nagelsmann. Lo stesso è accaduto al Chelsea, che ha scelto bene con Tuchel, mentre l’idea già sfumata del Tottenham di puntare su ten Hag, è il messaggio chiaro che Allegri sarebbe stato sondato, probabilmente con scarsi risultati.

Restano quindi aperti discorsi con poche squadre. Difficile pensare ad un addio di Pochettino al Psg. Ancora più quello di Guardiola al City o di Solskjaer allo United. Resterebbe possibile la pista Arsenal, soprattutto in caso di addio al sogno Europa League in una stagione in cui difficilmente raggiungerà una nuova qualificazione nelle coppe vista la delicata posizione in Premier League. Potrebbero essere i Gunners l’unica soluzione. Dopo dopo due anni di pausa e il possibile esonero di Pirlo, Allegri avrebbe però in mano la carta giusta per tornare in bianconero.

Chiedere quel ruolo da manager alla Ferguson che taglierebbe fuori Nedved e Paratici, costruendo con le sue mani la sua nuova squadra. Se tre indizi fanno una prova, Max potrebbe essere la vera risposta di Agnelli alle critiche, e diventerebbe la risorsa giusta per rilanciare la Juve.