La Lazio di Sarri prende forma: il nome nuovo è l’esterno ideale

Maurizio Sarri Lazio
Maurizio Sarri è della Lazio (GettyImages)

La Lazio di Sarri inizia a prendere forma. Il mercato o almeno ciò che lo precede parla di un nome nuovo in attacco.

La Lazio targata Maurizio Sarri, del cui accordo con il presidente Lotito non c’è ancora l’ufficialità, sembra prendere forma. Si fanno dei nomi, si inizia ad intravedere quel marchio per lo meno tattico da improntare alla squadra biancoceleste. Si iniziano ad immaginare anche i partenti, con alcuni elementi ritenuti non congeniali al gioco del tecnico toscano. Un 4-3-3 puro, quello di Maurizio Sarri, come quello che abbiamo potuto ammirare ed applaudire nel suo Napoli ad un pelo dal tricolore nel 2018.

Il big in partenza considerate necessità di cassa ed anche puramente tattiche potrebbe essere Correa, con la certezza al centro di Ciro Immobile come terminale d’attacco. A destra nella nuova Lazio di Maurizio Sarri, potrebbe invece esserci un nome nuovo, uno di quelli che non è ancora stato fatto, forse perchè il calciatore in queste ore è impegnato nella fase finale del ritiro pre Europei con la sua nazionale la Svizzera dell’ex laziale Petkovic.

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La Lazio di Sarri prende forma: occhio al profilo di Xherdan Shaqiri del Liverpool

Shaqiri
Shaqiri (GettyImages)

Xherdan Shaqiri esterno destro del Liverpool e della nazionale svizzera, prossima avversaria dell’Italia di Roberto Mancini potrebbe essere il nome nuovo per l’attacco della nuova Lazio di Maurizio Sarri. A questo punto si attenderà di capire quale sarà la rosa ipotizzabile a disposizione del tecnico toscano. Poi si andrà a  comprendere meglio le possibili operazioni di mercato che verranno, al momento il cantiere è appena stato inaugurato.

Sarri e la Lazio progettano insieme la prossima stagione, con la speranza di dar vita ad una squadra con una precisa fisionomia ed identità tattica. Quello che fu per il Napoli e l’Empoli prima ancora, allenati proprio da Maurizio Sarri, dinamica riuscita un po’meno a Torino con la Juventus dove le individualità, forse, tappavano le ali al collettivo, ed in una prima parte di stagione molto bene con il Chelsea, stagione che portò poi alla conquista dell’Europa League.