E’ il mercato dei prestiti: la Serie A rimanda le spese alla prossima stagione

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Kyle Krause, uno dei 5 proprietari americani in Serie A (Getty Images)

Mercato povero per i club di Serie A, sviluppato sulla formula dei prestiti. tutto rimandato ai prossimi bilanci, ma quanti giocatori saranno realmente riscattati?

E’ stato ribattezzato il mercato dei prestiti. Chiuso il capitolo legato alle trattative, i club di Serie A si concentrano sul campo e sui bilanci, che sono il vero obiettivo in una stagione fortemente condizionata dall’emergenza sanitaria. Molti addetti ai lavori si sono mossi più sugli obiettivi accessibili che su quelli realmente voluti dagli allenatori. Mettendo un diktat comune: risparmiare, valutare i bilanci, limitare i danni. Il Milan su tutti, che ha operato bene ma dovrà aprire le casse nel prossimo esercizio.

Il colpo Tomori è un affare ben riuscito per un calciatore giovane e di prospettiva. Averlo subito in squadra consente a Pioli di arginare l’emergenza in difesa, ma il diritto di riscatto fissato intorno ai 28 milioni impone una riflessione. L’ex Chelsea dovrà realmente convincere i rossoneri a investire una cifra pesante, in un mercato, il prossimo, che ricalcherà quello appena chiuso.

Stesse dinamiche e diritto, non obbligo per l’affare Meitè. Il centrocampista dovrà essere riscattato con il versamento nelle casse del Torino, che invece nella formula che ha portato in Piemonte Mandragora si è visto inserire un obbligo. La cifra è fra i 14 e i 16 milioni. Tanti soldi per un centrocampista che dovrà davvero prendersi in mano la squadra per non risultare un affare molto oneroso e poco produttivo. L’operazione più convincente la ha messa a segno il Parma. Krause ha fortemente voluto Zirzkee dal Bayern Monaco, ed è riuscito ad ottenere dai bavaresi un diritto di riscatto che potrebbe essere esercitato qualora uno fra i migliori talenti in giro per l’Europa lasciasse il segno con i ducali.

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Mercato e prestiti: tanti movimenti ma chi verrà riscattato?

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Scamacca, affare con la Juve saltato proprio per via delle formule (GettyImages)

Il mercato dei prestiti rimanda tutto al prossimo bilancio, ma tanti sono i calciatori che dovranno guadagnarsi il posto e il riscatto. Se il Milan punta forte su Tomori pur valutando una cifra altissima da investire, per Meitè il discorso è diverso. L’ex Torino dovrà davvero prendersi un posto in una concorrenza spietata, perché 6 milioni sono una cifra comunque importante in tempi di pandemia. Stesso discorso per Gaich. Il Benevento crede molto nella punta argentina, ma si è garantito un diritto di riscatto ad 11 milioni che impone valutazioni accurate e grandi prestazioni da parte del calciatore.

La Fiorentina invece spera in una grande seconda parte di stagione di Lirola. La cessione al Marsiglia potrebbe portare nelle casse viola circa 11 milioni, ma il diritto che i francesi possono esercitare è condizionato dalle prestazioni dell’esterno. Stesso discorso per il Genoa, che con la stessa formula ha spedito Sturaro a Verona.

Gli scaligeri invece hanno l’obbligo sull’accordo biennale che ha garantito a Juric le prestazioni di Lasagna, da riscattare spalmando la cifra anche in più esercizi. Per valutare l’importanza delle formule anche più che dei nomi basta pensare all’affare Scamacca, saltato per mancanza di accordo sul prestito. Ma anche lo scambio Dzeko-Sanchez, mai decollato per pochi milioni. Molti movimenti quindi, ma fra 6 mesi tutto potrebbe cambiare. Le valutazioni degli affari chiusi in questa sessione saranno oggetto di discussione in estate, quando ci sarà da dare fondo alle casse per chiudere gli accordi. E intanto ragionare su nuove formule per mettere un freno ai bilanci.