Maradona e Totti, Napoli e Roma: successi, magie, irrimediabili addi

Murales Maradona
Murales Maradona (GettyImages)

Simboli, personaggi ormai di culto, Maradona e Totti, parlano di Napoli e Roma come nessun’altro. Come forse mai più nessuno.

Storie di calcio e di grandi passioni. Di numeri dieci, di colori che restano sulla pelle e di imprese che non saranno mai dimenticate. Roma e Napoli si sfideranno nella prossima giornata di campionato. Le squadre, a pari punti a ridosso della zona Champions League, getteranno le basi per la volata finale, che vedrà con molta probabilità, una delle due squadre qualificarsi ai prossimi gironi della più ambita competizione continentale.

Roma e Napoli non possono che riportare a due personaggi che ne hanno riscritto la storia che ne hanno sancito la grandezza, che hanno affidato all’immaginario collettivo la figura eterna di due eroi di quei colori, di quei tifosi, di quelle città e dei loro popoli. Totti e Maradona, numeri dieci, immensi interpreti di quell’arte sopraffina che a torto, molti si ostinano a definire semplice gioco. Maradona e Totti, il più grande di tutti, il primo, figlio della città eterna, gladiatore tutto estro e passione, simbolo di quei luoghi e di quei colori.

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Maradona e Totti, Napoli e Roma: due destini contorti ed inimmaginabili

Striscione Totti
Striscione Totti (GettyImages)

Due destini inattesi, due storie conclusesi nel modo peggiore, nel modo in cui nessuno avrebbe immaginato. Maradona, fuggito via da quella città che lo aveva eletto suo figlio prediletto, quella città che lo aveva, a ragione, santificato. Scappato via per una storia di doping e cocaina. L’attesa, la speranza per un ritorno che non ci sarà mai, e quel ritorno, quando ormai in campo aveva smesso di far poesia, fatto di lacrime e tanto rimpianto.

Per Totti, invece, Roma è stato tutto, l’unica squadra, l’unico amore, mai tradita, neppure per il miliardi e gli onori del Real Madrid. L’addio al calcio in una giornata che sa di gloria. L’Olimpico ai piedi del campioni, che mestamente riconsegna quella maglia alla sua gente. I Il ritorno in società, un amore mai sbocciato del tutto con la nuova dirigenza, e quelle dimissioni che sanno di resa, di grande tradimento, di quei colori, di chi li rappresenta, nei confronti di quel figlio, che Roma, non l’aveva mai tradita.

Storia di numeri dieci, ritirato a Napoli, nessuno più indosserà la maglia che fu di Diego, ancora disponibile, per chi avrà il coraggio di indossarlo, a Roma. Diego e Francesco, eroi indimenticabili di gesta, passioni ed indimenticabili trionfi.