Serie A, la differenza la fanno gli esterni di difesa: numeri e record

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Robin Gosens, fra i migliori esterni insieme a Theo e Hakimi (GettyImages)

Il calcio cambia e in Serie A la differenza la fanno gli esterni di difesa in un anno con numeri da record. Quasi 50 gol per gli interpreti di un ruolo ormai chiave per i tecnici. L’evoluzione del ruolo, dai fluidificanti ai “quinti”.

È l’anno dei record in Serie A per gli esterni di difesa, e i numeri lo testimoniano. Una stagione in cui tanti tecnici hanno puntato su un ruolo in continua evoluzione. Che siano i consueti laterali accanto ai centrali oppure i “quinti”, così come amano chiamarli gli addetti ai lavori, i calciatori sulle fasce stanno facendo tutta la differenza del mondo. La prima definizione fu di terzini fluidificanti, in grado di fare la fase di copertura ma anche di spingere. Calciatori alla Maldini, o alla Zambrotta, ma ancora prima alla Facchetti o come Cabrini. Tutti protagonisti in campo in grado di percorrere tanti chilometri nei 90 minuti senza far mancare la copertura in difesa e neanche il sostegno in fase di spinta.

Nel calcio moderno questa figura è praticamente indispensabile. Conte ne ha fatto una filosofia, in un 3-5-2 che ha bisogno di calciatori dai polmoni infiniti sulle corsie. L’intuizione Hakimi si è trasformata in una realtà solida e produttiva: in termini di reti, assist e pericolosità in fase avanzata. Per capire l’importanza del ruolo basta pensare che il tecnico ex Juve oltre all’ex Real ha voluto Darmian, ha dato occasioni a D’Ambrosio, si è battuto per Kolarov, capace di fare molto ruoli, ed ha rivitalizzato Perisic. L’anno scorso nel restyling di gennaio ne chiese addirittura due, e di grande esperienza. Arrivarono Young e Moses. Anche Pirlo ama spingere sulle corsie, per non parlare di Pioli e soprattutto di Gasperini. Il tecnico dell’Atalanta potrebbe aprire una enciclopedia di conoscenza, e la crescita di Hateboer, ma soprattutto di Gosens, è la chiave del salto di qualità della Dea.

Tradotta in numeri, l’importanza di questo ruolo per i tecnici si manifesta con una crescita esponenziale dei gol degli esterni. In questa stagione sono stati quasi 50. Gosens e Hakimi con 6 reti e 4 assist a testa hanno segnato più di Morata e di Ilicic, per fare due nomi, e hanno messo il loro marchio sui successo delle rispettive squadre. Gol e assist anche per Theo Hernandez, forse il calciatore più continuo di Pioli, che gli ha dato libertà e ha anche contribuito alla crescita di Calabria, finalmente sbocciato sotto la sua gestione

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Serie A, non solo Theo, Gosens e Hakimi: tutti gli esterni che stanno impressionando con numeri da record

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Hakimi, il migliore acquisto dell’Inter in questa stagione (Getty Images)

Non solo Gosens, Hernandez e Hakimi. La Serie A riscopre in ruolo fondamentale, e pensare che gli ultimi due erano entrambi del Real Madrid, affrettato nelle valutazioni su due calciatori di immenso talento. La Juve ha riscoperto Danilo, l’interprete del ruolo più impiegato in campionato. Con Pirlo il vero equilibratore però è Cuadrado, la cui assenza pesa a volte più di quella di Dybala. A Roma invece ha trovato continuità Spinazzola. Corsa, spinta e tanti assist per un calciatore che meritava un palcoscenico importante da protagonista.

Ottimo anche il rendimento di Lykogiannis al Cagliari e di Tomiyasu che a Bologna fa da laterale e anche da centrale. Due gol a testa, uno in meno di D’Ambrosio, che ha fatto 3 reti come Letizia, fermato da un infortunio in un momento brillante della stagione. Una rete per Biraghi ma 4 assist, uno in più di Lazzari, indispensabile per Simone Inzaghi. Sono addirittura 47 le reti e 36 gli assist degli esterni che partono dalla difesa per poi arrivare in porta. Una cifra mostruosa se si pensa che è stata messa insieme da calciatori che dovrebbero badare più a completare il pacchetto arretrato che a cercare la via de gol.

Serie A, non solo big sugli esterni: due talenti in rampa di lancio

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Dimarco, fra le rivelazioni della Serie A, festeggiato dai compagni (Getty Images)

Fra i tanti nomi di primo livello spuntano due calciatori che stanno sorprendendo. Il primo è Federico Dimarco. A Verona il talento ex Inter ha messo insieme 3 reti e altrettanti assist, ha provocato due autoreti, l’ultima ieri, e Juric lo ha perfino impiegato da terzo di difesa. Un calciatore unico per applicazione e impegno,  che ha segnato più di Kalinic e Lasagna. A Torino sta invece sbocciando la stella di Wilfrid Singo. Giovanissimo, dotato di grande corsa e di un fisico statuario. L’esterno destro granata ha messo in panchina Vojvoda ed è stato sempre impegnato, mettendo lo zampino in diverse occasioni finalizzate dalla squadra.

A Genova invece, sponda doriana, Ranieri non fa mai a meno di Augello. È fra i 10 giocatori più impiegati in Serie A, ha la capacità di spingere in fase offensiva e di chiudere con lucidità, e per affidabilità non è secondo a calciatori dai nomi più blasonati. C’è un nome per ogni squadra analizzando bene l’andamento degli esterni in Italia. E i numeri testimoniano la rinascita di un ruolo che fa la differenza.