“Il collirio brucia!”: ecco cosa può accadere

190
CT1DAK WOMAN USING EYE LOTION

Il collirio è una preparazione acquosa, generalmente salina, arricchita di sostanze medicate od ingredienti naturali ad azione lenitiva, emolliente e anti rossore, che si applica direttamente nell’occhio per curare o migliorare un disturbo oculare. Il collirio viene utilizzato per molti scopi, come il trattamento del glaucoma, l’arrossamento oculare, gli occhi secchi, la congiuntivite, allergie ed infezioni oculari. I medicinali, preparati sotto forma di collirio, rendono la somministrazione del principio attivo molto più agevole.

Non tutti i colliri richiedono la prescrizione medica. La prescrizione varia in base al principio attivo contenuto nella preparazione farmacologica, il prodotto può essere venduto con o senza ricetta.

I colliri sono disponibili sia in ampolline monodose, sia in boccette di plastica, che si possono riutilizzare più volte, in questo caso le boccette hanno una conservabilità di 3-4 settimane, dopo un mese dall’apertura, i colliri devono essere gettati nell’apposito raccoglitore dei rifiuti medicinali. In commercio esistono molti tipi di collirio, che si differenziano in base al principio attivo che è disperso nella soluzione acquosa.

“Il collirio brucia!”: ecco cosa può accadere

Il collirio, generalmente, essendo per gli occhi, deve essere molto delicato, la sua composizione non è mai troppo aggressiva. Nel caso dovesse bruciare, significa che vi è ad esempio qualche allergia a qualcuno dei componenti presenti nel collirio, altrimenti è molto raro che dia bruciore. Nel caso dovesse crearvi problemi di bruciore, interrompete l’utilizzo e chiedere un parere al vostro medico di fiducia.

Come si utilizza il collirio?

Nonostante il collirio si possa utilizzare per numerosi disturbi e patologie oculari, la modalità di utilizzo è sempre la stessa. Ciò che cambia è la posologia, ovvero la frequenza con cui si deve applicare, la quantità di gocce instillate nell’occhio e la durata della terapia.
La procedura di somministrazione dei colliri è semplice. Basta piegare leggermente la testa all’indietro e dirigendo lo sguardo verso l’alto, con l’aiuto del pollice o dell’indice si abbassa la palpebra inferiore dell’occhio in cui dev’essere somministrato il farmaco. Il collirio, va tenuto ben saldo con il pollice e il medio dell’altra mano, e sarebbe meglio instillare nella parte più interna dell’occhio la goccia.

Dopo l’applicazione del collirio nell’occhio, si consiglia di evitare di chiudere immediatamente gli occhi, è preferibile cercare di richiudere dolcemente le palpebre.

Il collirio va in frigo? Ecco cosa dice l’esperto

Dobbiamo ricordarci, soprattutto d’estate, di conservare in modo corretto il collirio e anche gli altri farmaci. Alcuni devono essere tenuti sempre in frigo, per altri, invece, è sufficiente un ambiente fresco, dipende dai principi attivi che contengono.

Consideriamo, ad esempio, un’associazione di un antibiotico e un cortisonico (betametasone e cloramfenicolo): deve essere conservata tra i 2° e gli 8° sotto forma di collirio, mentre solo l’unguento oftalmico “sopporta” sino ai 25°. Un’altra associazione dello stesso tipo (tobramicina e desametasone) “tollera” quest’ultima temperatura a prescindere dalla forma. Si tratta di farmaci che possono essere indicati – dopo consulto di un oculista – per il trattamento delle infiammazioni oculari e quando esista almeno il rischio di un’infezione oculare. Anche per un FANS (antinfiammatorio non steroideo) – a base di bromfenac – nel foglietto illustrativo vengono indicati sempre 25° come temperatura limite di conservazione.

Inoltre va considerato che, sempre sui “bugiardini”, è indicato anche un tempo massimo di utilizzo dal momento dell’apertura, che deve essere sempre rispettata. Generalmente i colliri non vanno utilizzati oltre i 15-30 giorni dal loro primo utilizzo.