“No al Razzismo”, Fifa 21 e la Premier insieme in una lodevole iniziativa

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Marcus Rashford attaccante del Manchester United (Getty Images)

Premier League e Fifa 21 insieme per dire “No al razzismo”. Iniziativa importante svelata da EA sport, che per un tempo limitato regalerà una novità ai players. 

Premier League e Fifa 21 insieme per dire “No al razzismo”. Una iniziativa lodevole, che per un tempo limitato regalerà una novità ai players del gioco di calcio più famoso al mondo insieme a Pes. La Ea Sport è scesa di nuovo in campo nel sociale, ed ha coinvolto una serie di calciatori che militano nel campionato inglese. La novità sarà disponibile sulla modalità di gioco Fifa Ultimate Team, che unisce appassionati di tutto il mondo ed è la più utilizzata. Un modo per raggiungere una platea più ampia e diffondere un messaggio netto.

EA e la Premier League non tollerano in alcun modo il razzismo, e stanno agendo per combattere tutte le forme di discriminazione. Dimostra il tuo sostegno con il nuovo kit FUT No Room For Racism, TIFO, tema stadio e badge in FIFA Ultimate Team, disponibile fino al 26 marzo. Combatti, denuncia e impegnati per cambiare le cose: insieme possiamo raggiungere risultati positivi. Non c’è spazio per il razzismo, da nessuna parte.

Questo il messaggio del team di Ea Sport, che ha svelato i dettagli e le novità. Sono tanti i calciatori coinvolti nell’iniziativa. E’ possibile distinguere nelle grafiche rilasciate anche Alexander-Arnold, Mason Mount, e Phil Foden. I calciatori mostrano un maglia con la scritta in evidenza: “No room for racism”, e le grafiche sono accompagnate dalle frasi a tema dei campioni della Premier, che lanciano messaggi su un tema purtroppo ancora tristemente d’attualità.

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“No al Razzismo”, la Premier attiva su un tema caldo: e intanto Lahm fa discutere in Germania

Lahm
Le dichiarazioni di Lahm hanno fatto discutere in Germania (Getty Images)

L’iniziativa della Premier, in partnership con Fifa 21, è solo l’ultima di una lunga serie di progetti ideati per sensibilizzare su un tema ancora tristemente d’attualità. Gli ultimi casi, che hanno visto coinvolti Tuanzebe,  Jankewitz del Southampton oltre a Rudiger del Chelsea, sono stati oggetto di molte discussioni in Inghilterra, oltre che di un tweet di Rashford. Con grande eleganza l’attaccante del Manchester United ha chiesto di non dare spazio al razzismo sul web. La tematica relativa alle discriminazioni di ogni genere è sempre più d’attualità nel mondo del calcio, che anche in Europa League ha dovuto registrare gli insulti ad Ibrahimovic.

I sostenitori della Stella Rossa hanno messo nel mirino il calciatore del Milan con frasi irripetibili. Il club si è subito scusato con il campione, ma le parole servono a poco, e troppo spesso amplificano una brutta abitudine. Anche le frasi di Philipp Lahm, ex calciatore del Bayern Monaco e della nazionale, hanno scatenato una vera e propria bufera in patria. L’ex capitano dei tedeschi nel suo libro ha “suggerito” ai calciatori di non dichiarare la propria omosessualità per evitare le invettive dei tifosi negli stadi. Un messaggio che non voleva essere discriminatorio, ma rende purtroppo bene quali siano le difficoltà per i calciatori che hanno fatto coming out.

Un capitolo triste che non dovrebbe trovare spazio nello sport. A tal proposito, nelle ultime ore alcuni calciatori e calciatrici hanno pubblicato un appello sul tema, offrendo sostegno e rivendicando il diritto di esprimere con serenità il proprio orientamento sessuale, nello sport e in tutti gli ambiti lavorativi.