Derby Milan-Inter: Ibra contro Lukaku e Theo sfida Hakimi

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Ibra contro Lukaku, e ancora la sfida fra Theo e Hakimi nel derby fra Milan e Inter. Chi vince i duelli in attacco e sugli esterni può portare a casa il bottino pieno. 

Il derby di Milano vivrà di una sfida particolare, quella fra Ibrahimovic e Lukaku. Una battaglia personale fra due bomber che stanno trascinando le squadre in un duello che andrà avanti fino alla fine del campionato. Il belga sta macinando record e gol nella stagione migliore della sua carriera. Ha superato quota 300 reti, ed ha una media ancora migliore di quella raggiunta nella stagione all’Everton che lo ha lanciato nel calcio che conta. Con 16 centri in 21 partite in Serie A, l’attaccante ex Manchester United trova la porta una volta ogni 100 minuti. Meglio di quanto fatto in Premier nel 2017, grazie alle 25 marcature in 37 incontri. Davanti però avrà l’uomo dei record. Zlatan Ibrahimovic alla soglia dei 40 anni viaggia ad una velocità ancora superiore.

Sono 14 i gol messi a segno in questa stagione dallo svedese, in 12 presenze. Più di uno a partita. La migliore media del campionato per un attaccante che vivrà in maniera particolare la gara forse più importante dell’anno. Chi vince può davvero dare un colpo decisivo nella corsa allo scudetto, che entrambi i club cercano dopo il lungo dominio della Juventus. A conti fatti, grazie alle prestazioni dei due attaccanti, le squadre partono con un gol di vantaggio. Come se non bastasse c’è il precedente di Coppa Italia, che potrebbe regalare nuove scintille in un duello in cui i due giganti sfiorarono la rissa in campo. Un segnale chiaro di quanto la partita possa annunciarsi calda e difficile per i difensori. Ad accenderla saranno anche i duelli sulle fasce.

Da un lato c’è Hakimi, vera rivelazione della stagione e arma tattica micidiale per Antonio Conte. Dall’altro Theo Hernandez, probabilmente il migliore del campionato grazie alla capacità di ripartire ma anche di dare sostegno al pacchetto arretrato. E pensare che entrambi erano del Real Madrid, che ha valutato male le qualità di due calciatori pronti a sfidarsi per la palma del migliore in Serie A.

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Derby Milan-Inter, Hakimi la freccia, Theo l’equilibratore

Hakimi sfiderà Theo Hernandez nel derby di Milano (Getty Images)

Le sfide fra Ibra e Lukaku e fra Theo Hernandez e Hakimi accenderanno l’entusiasmo dei tifosi, in una Serie A che ritrova finalmente calciatori di spinta e qualità sugli esterni. E’ un ruolo delicato, in cui gli elementi capaci di fare la differenza scarseggiano e possono indirizzare il risultato finale. I numeri però danno spesso l’idea del valore dei calciatori, e quelli della freccia dell’Inter sono inequivocabili.  Hakimi, con 6 reti e 4 assist, ha messo lo zampino quasi in un gol su 5 siglati dai nerazzurri in campionato. Una statistica che rende l’idea di quanto Conte possa puntare su un calciatore che tiene in apprensione gli avversari e garantisce anche un peso in avanti.

Al Milan invece il vero equilibratore è Theo Hernandez. La svolta tattica di Pioli è arrivata proprio grazie all’ex del Real, che gli ha consentito di cambiare modulo. Il tecnico riesce a giocare con soli due calciatori al centro grazie al supporto di un elemento in grado di dare manforte alla manovra, di essere essenziale nelle chiusure in difesa e pronto in zona gol. In questa stagione ha segnato più di Rebic e Calhanoglu, e con 4 reti e altrettanti assist, ha la stessa incidenza del collega dell’Inter nel computo totale dei gol del Milan. Su 45 centri, l’esterno in 8 occasioni ha impresso il suo marchio, ancora più di Gosens, fondamentale per l’Atalanta.

Sarà sfida anche a centrocampo. Kessiè e Brozovic sono gli insostituibili per i rispettivi allenatori. L’ivoriano è nella migliore stagione della sua carriera, mentre il croato è l’uomo in grado di mantenere gli equilibri dei nerazzurri, grazie alla capacità di rompere il gioco e di avviare la manovra. Tanti duelli quindi per una sfida che si preannuncia infuocata. Chi vince guarderà tutti dall’alto del primato in classifica e potrebbe davvero lanciarsi definitivamente nella corsa al titolo.